“La preghiera ci migliora”. Ok, ma come?

Molto spesso sentiamo parlare della preghiera (= salat) e della sua importanza. Sentiamo parlare dei suoi benefici e soprattutto ci viene detto che la preghiera porta chi la compie a migliorare se stesso.

 

Infatti la preghiera (= salat), con il tempo, ci permette di eliminare (o controllare) i nostri difetti e ci aiuta a coltivare un cuore più pulito e un comportamento più virtuoso.

Se leggi questo blog da qualche tempo saprai che non amo elencare millemila detti e versetti che confermano lo stesso concetto, seppur da angolature diverse.

Mi limiterò quindi a citare un solo versetto del Corano in cui Allah ci dice, in Surat Al-‘Ankabut, che “…l’orazione preserva dalla turpitudine e da ciò che è riprovevole…”. (Corano, Surat Al-‘Ankabut, versetto 45).
Un versetto che va dritto al punto e che non ha bisogno di ulteriori rinforzi.

Ma ci sono delle domande che si pongono.
Perché c’è così tanta gente che, nonostante preghi, continua a compiere azioni riprovevoli? Come mai molte persone che “pregano” hanno un comportamento così scorretto e disonesto? Come mai molte persone che “pregano” hanno comunque il cuore pieno di odio, di invidia e di altri sentimenti negativi?

E soprattutto: quali sono gli elementi che rendono la preghiera efficace nel purificarci e nell’impedirci di compiere tali azioni “riprovevoli”?

Questo è ciò a cui risponderemo in questo articolo, in sha’a Allah (=se Dio vuole).

Inoltre, come al solito, l’articolo si concluderà con UN suggerimento pratico, applicabile sin da subito, per migliorare la nostra preghiera e per renderla efficace nella sua opera di purificazione del nostro cuore… SIN DA SUBITO!
Se devo dirla tutta non è solo un piccolo suggerimento. In realtà è un vero e proprio tesoro, che una volta compreso, rivoluziona la vita spirituale del credente.

Andiamo per gradi.

Intanto cerchiamo di capire insieme…
CHE COS’E’ LA PREGHIERA?


Non voglio darti una definizione accademica. Voglio – come al solito – che ci capiamo.

 

La salat (= preghiera) è uno dei mezzi per comunicare con l’Altissimo.
E’ un colloquio intimo con Allah.
E’ un momento di abbandono fiducioso tra le Sue mani.
E’ un momento in cui ci rivolgiamo a Dio con la parola, con il pensiero, con il cuore e con il corpo.

Nella preghiera noi pronunciamo delle parole che ci fanno fare un percorso con la mente e con il cuore; il tutto accompagnato da movimenti simbolici che impegnano il nostro corpo pieni di significati che ci aiutano a vivere in maniera completa l’esperienza spirituale.

Ed è proprio qui che troviamo gli indizi per rispondere alla domanda del titolo, ovvero “in che modo la preghiera ci migliora come persone?”

Infatti il percorso che facciamo con la mente e con il cuore – grazie anche alla continua ripetizione – ci educa e ci allena a porci nel giusto modo nei confronti di Dio, delle persone e della vita in generale.

In questo senso ogni preghiera corrisponde a una sessione di allenamento per la mente e il cuore.

Qualche anno fa ero un atleta di kick boxing cinese (Sandà). Ricordo che il mio Maestro mi faceva fare dei circuiti – quindi dei veri e propri percorsi – che allenavano la mia mente e il mio corpo ad affrontare al meglio le sfide che mi si presentavano durante i combattimenti nel ring.

Da un certo punto di vista anche la preghiera ci allena e ci educa con l’obiettivo di renderci in grado di affrontare – con il giusto approccio mentale e con la giusta impostazione del cuore – le sfide che la vita ci presenta.

Dici che sto parlando in maniera troppo astratta?

Allora facciamo…

UN ESEMPIO PRATICO:

come dicevo in questo articolo, la prima parola che diciamo all’inizio della preghiera è Allah Akbar (Dio è il più Grande). Se pronunciamo con consapevolezza questa espressione, i pensieri e gli effetti che si manifesteranno su di noi saranno sbalorditivi.

Cosa intendo per “pensieri“? Che tipo di “pensieri”?
Rispondiamo subito con un esempio: “Allah Akbar: Dio è più Grande di tutti i problemi che mi occupano la mente. Dio è più grande della crisi economica, dei problemi al lavoro, dei problemi famigliari, del guadagno terreno, della pressione sociale… Dio è il più grande e terrò sempre Lui come mia priorità rispetto alle piccolezze di questa vita passeggera.”.

Questo era uno degli esempi possibili.
Con un pensiero del genere all’inizio della preghiera ci ritroviamo subito catapultati in un altro mondo, risistemiamo le priorità della nostra vita grazie al ricordo che Allah è più Grande di tutto, ridimensioniamo le preoccupazioni che ci affliggono e tranquillizziamo il nostro cuore.

Ma non è finita qui.
Se conosci la preghiera, saprai che il movimento che accompagna la parola Allah Akbar consiste nell’alzare le mani come nell’immagine.

I sapienti ci insegnano che, tra i vari significati di questo movimento, c’è quello di “buttarsi alle spalle” tutti i problemi e le preoccupazioni e rivolgersi in maniera focalizzata all’Altissimo.

Ecco: questo è un piccolo esempio di come una singola parola e un singolo movimento all’interno della preghiera ci possano far fare un percorso mentale che ci porta ad allenarci ad essere persone più tranquille, meno ansiose, più legate a Dio e meno legate alle piccolezze che ci consumano tutti i giorni.

Nota: se non sai niente su come si esegue la salat eccoti un paio di link utili: questo e questo.

Tornando a noi, gli esempi che si possono fare sono tanti. Anzi, puoi farne anche tu nei commenti qui sotto.

L’obiettivo di questo articolo però non è elencarti come ogni singola parola e movimento possono migliorarci come persone. Ci vorrebbe un libro per fare ciò. E forse non basterebbe. Questo perché mano a mano che la nostra esperienza spirituale si fa più consistente, Allah ci dona l’intuizione di nuove saggezze con le quali affrontare al meglio la preghiera.

La cosa importante che vorrei invece che ti rimanga da questo articolo è che la preghiera non è un semplice rito formato da una serie di movimenti e formule senza significato.

La preghiera, se vissuta, ci aiuta a diventare persone migliori, capaci di affrontare la vita con uno spirito più forte. A questo proposito Allah ci raccomanda di cercare “aiuto nella pazienza e nell’adorazione” [surat Al-Baqara, v. 45].

Quindi la preghiera è un momento di intimità con Dio, un momento di crescita interiore, un momento di rinforzamento della nostra forza spirituale e tanto altro, SOLO SE viene vissuta in maniera corretta.

A questo punto saprai rispondere alle domande che ci siamo posti a inizio articolo, ovvero “perché c’è così tanta gente che, nonostante preghi, continua a compiere azioni riprovevoli? Come mai molte persone che “pregano” hanno un comportamento così scorretto e disonesto? Come mai molte persone che “pregano” hanno comunque il cuore pieno di odio, di invidia e di altri sentimenti negativi?”

La risposta, visto ciò che abbiamo detto, è semplice: queste persone non pregano come si deve.

A conferma di ciò il Profeta Muhammad (s) disse ciò il cui significato si può tradurre così: “la persona la cui preghiera non lo preserva dalla turpitudine e da ciò che è riprovevole, in verità non [viene considerata] la [sua] preghiera

Quindi il Profeta (s) stesso ci conferma che la salat fatta bene ci aiuta a migliorare. E qualora non ci fosse un miglioramento, significherebbe che vi è una qualche anomalia nella preghiera.

Per concludere, ti svelo il tesoro che ti ho promesso a inizio articolo, ovvero…
IL SUGGERIMENTO CHE RIVOLUZIONERA’ LA TUA VITA SPIRITUALE…se lo terrai a mente durante tutte le preghiere.

Come intuirai ci sono tante cose che possono aiutarci a vivere meglio la salat.
Alcune fra queste sono:

  • conoscenza della religione, per vivere consapevolmente ogni momento della preghiera;
  • comprensione del Corano, per poterti gustare i versetti che reciti durante la preghiera;
  • fare dhikr prima di cominciare a fare l’abluzione (al-wudu’), per entrare in uno stato d’animo adatto;

E tanto altro…

Ma c’è un elemento fondamentale, che supera tutti gli altri a livello di importanza e a livello di effetto sulla qualità della nostra preghiera: la consapevolezza di essere in collegamento con Dio, di essere in un colloquio con l’Altissimo, di essere tra le Sue mani.

Questa consapevolezza – se tenuta a mente durante l’adorazione – cambia tutto. Essere consci di essere di fronte al Creatore dell’universo, al Potente, all’Infinito, all’Eterno, al Misericordioso…ci porta ad avere il giusto atteggiamento mentale e la giusta impostazione del cuore durante la preghiera.

E il nostro corpo e i nostri movimenti ci aiuteranno a mantenere questo focus: lo sguardo abbassato, gli occhi fissi sul punto in cui appoggiamo la nostra testa quando ci prosterniamo, gli inchini, le prosternazioni…tutti questi movimenti ci aiutano a “relazionarci” con Allah l’Altissimo.

Ed è proprio questo atteggiamento e questa impostazione che, oltre a migliorare il nostro rapporto con Dio, ci aiuta a migliorare come persone. Questa consapevolezza ci porta a tenere a mente Dio e quindi ci induce ad essere più premurosi nel coltivare la purezza del nostro cuore e l’equilibrio nella nostra vita.

So che può sembrare banale, ma chiunque si prenda la briga di rinnovare la consapevolezza di essere di fronte al Creatore quando prega, avrà un’esperienza spirituale decisamente superiore rispetto a chi non lo fa.
Spesso, per via della ripetizione, cominciamo ad eseguire la preghiera come se fosse un automatismo, senza richiamare nessun pensiero e senza percorrere nessun cammino spirituale.

Prova a tenere a mente questo suggerimento e poi fammi sapere come va!

CONCLUSIONE:

Anche questo articolo è giunto al termine.
I 3 punti che mi interessa che ti rimangano sono:

  1. l’adorazione è un percorso che facciamo fare ripetutamente al nostro cuore e alla nostra mente, mentre siamo in collegamento diretto con Dio. Questo percorso ci aiuta a porci nel giusto modo nei confronti di Dio, delle persone e della vita in generale.
  2. Ogni espressione che pronunciamo e ogni movimento che compiamo nella preghiera ci accompagna in questo percorso, stimolando in noi pensieri e riflessioni che ci aiutano ad affrontare le sfide della vita.
  3. L’elemento fondamentale per vivere appieno la preghiera e per poterne trarre tutti i benefici è la consapevolezza di essere di fronte a Dio in un colloquio intimo.

Su questo argomento c’è ancora parecchio da scrivere. Tuttavia in questo articolo ho deciso di concentrarmi sui 3 punti che ti ho appena elencato.

Però non c’è da preoccuparsi: uno dei principali obiettivi di questo blog è aiutarti a migliorare la spiritualità nella tua vita. E sicuramente uno dei pilastri fondamentali di quest’ultima è la preghiera.

Quindi in futuro sviscereremo ancora insieme questo argomento: parleremo di altri significati, analizzeremo i movimenti e le espressioni che pronunciamo, impareremo alcune “strategie” e passi pratici che ci aiuteranno a vivere al meglio l’adorazione, parleremo del rapporto tra la preghiera e il nostro tempo…e tanto altro ancora.

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Spero di esserti stato utile.

Prima di chiudere ho 2 piccole richieste per te:
fammi sapere nei commenti se ti è stato utile l’articolo, se ci sono altre sfaccettature di questo argomento che ti interessa approfondire o semplicemente scrivi la tua: il tuo commento potrebbe essere utile a qualcuno;
fammi du’a, che ne ho bisogno;

Ci leggiamo presto in sha’a Allah 😉

Tuo fratello,
Abedelbakki

Abedelbakki

Eterno studente di scienze islamiche, appassionato di storia islamica, filosofia e psicologia.

Fondatore di www.vitaislamica.it

5 pensieri riguardo ““La preghiera ci migliora”. Ok, ma come?

  • 14 settembre 2017 in 2:44 pm
    Permalink

    Un’altro modo in cui la preghiera ci migliora è la purificazione spirituale, l’eliminazione dei peccati come è chiaramente spiegato in questo hadith molto diretto:

    حَدَّثَنَا إِبْرَاهِيمُ بْنُ حَمْزَةَ، قَالَ حَدَّثَنِي ابْنُ أَبِي حَازِمٍ، وَالدَّرَاوَرْدِيُّ، عَنْ يَزِيدَ، عَنْ مُحَمَّدِ بْنِ إِبْرَاهِيمَ، عَنْ أَبِي سَلَمَةَ بْنِ عَبْدِ الرَّحْمَنِ، عَنْ أَبِي هُرَيْرَةَ، أَنَّهُ سَمِعَ رَسُولَ اللَّهِ صلى الله عليه وسلم يَقُولُ ‏‏ أَرَأَيْتُمْ لَوْ أَنَّ نَهَرًا بِبَابِ أَحَدِكُمْ، يَغْتَسِلُ فِيهِ كُلَّ يَوْمٍ خَمْسًا، مَا تَقُولُ ذَلِكَ يُبْقِي مِنْ دَرَنِهِ ‏”‏‏.‏ قَالُوا لاَ يُبْقِي مِنْ دَرَنِهِ شَيْئًا‏.‏ قَالَ ‏”‏ فَذَلِكَ مِثْلُ الصَّلَوَاتِ الْخَمْسِ، يَمْحُو اللَّهُ بِهَا الْخَطَايَا ‏”‏‏.‏”

    Narrated Abu Huraira:

    I heard Allah’s Messenger (ﷺ) saying, “If there was a river at the door of anyone of you and he took a bath in it five times a day would you notice any dirt on him?” They said, “Not a trace of dirt would be left.” The Prophet (ﷺ) added, “That is the example of the five prayers with which Allah blots out (annuls) evil deeds.”

    Sahih al-Bukhari 528
    In-book : Book 9, Hadith 7

    C’è chi giustifica il proprio non pregare dicendo di essere troppo peccatori e non si ritengono degni di tale azione, azione che “rinviano”.
    Quando proprio la salat potrebbe salvarli.

    Risposta
  • 17 settembre 2017 in 4:30 pm
    Permalink

    Grazie per questo articolo. Jazak Allahu Khairan. D’ora in poi seguirò questo sito.

    Risposta
    • 18 settembre 2017 in 12:25 pm
      Permalink

      Wa anta min ahli aljaza’.

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      Tuo fratello,
      Abedelbakki

      Risposta
  • 20 settembre 2017 in 10:17 pm
    Permalink

    bel articolo,molto interessante e utile

    Risposta

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