Io sono musulmano. Io sono fortunato.

Questo articolo è leggermente diverso dal solito. Si tratta di una riflessione che si conclude con una piacevole consapevolezza. Impiegherai poco più di 2 minuti a leggerla.

Ho appena visto alcuni pezzi di una puntata di un programma televisivo molto famoso montato ad arte per distruggere l’immagine dell’Islam (oltre a conseguire altri obiettivi).

 Lo ammetto. Ho avuto il magone mentre lo guardavo. Ero triste e arrabbiato allo stesso tempo.
 
Sentivo che si dava spazio a degli ignoranti isterici, che non conoscono e che non fanno altro che accusare. Notavo che si invitavano a parlare dei musulmani per usarli come obiettivi di un linciaggio collettivo.
 
E’ sempre la solita storia: se si invita un musulmano competente gli si da pochissimo spazio per parlare.
Se invece è incompetente a livello di contenuti e linguisticamente scarso, lo si lascia parlare aspettando la parola sbagliata, lo scivolone.
 
Sono tutti pronti a trasformare imprecisioni linguistiche o concettuali in colpe capitali attraverso le quali accusare un’intera comunità.
 
Nessuno cerca di capire davvero. Ci sono interruzioni su interruzioni. Ci si parla uno sopra l’altro. Nessuno che vuole risolvere veramente i problemi.
 
I musulmani e l’Islam sono attaccati. I peggiori (sedicenti) musulmani vengono mostrati come campioni rappresentativi di un’intera comunità.
 
Nessuno parla dei miei amici che tutti i giorni studiano, lavorano, aprono aziende, pagano le tasse, fanno volontariato e cercano di costruire un futuro migliore per se stessi e per il paese in cui vivono.
 
Lo ammetto. Mi sentivo sfortunato. Mi sentivo dalla parte debole. Dalla parte di chi si dovrebbe preoccupare per come potrebbero prendere piega le cose.
 
Quanto mi piacerebbe che l’Islam fosse presentato per quello che è, con calma, confrontandosi con persone ragionevoli.
Quanto mi piacerebbe che ci fossero luoghi e momenti in cui poter parlare della religione islamica a milioni di persone per abbattere ogni muro di pregiudizio e per mostrare loro che non c’è niente di cui aver paura.
Quanto mi piacerebbe mostrare ai miei concittadini quanto è bello quello in cui credo, quanto è ragionevole e quanto è saggio.
 
Poi a un certo punto, nel mezzo della tristezza, mi rendo conto di una cosa: quante persone non conoscono l’Islam per quello che è?
” Non ti mandammo se non come misericordia per il creato.”
(Corano, sura 21, versetto 107)
Quanti milioni di persone non solo non conoscono l’Islam, ma addirittura ne hanno una cattiva immagine!
 
“Una conclusione banale” dirai.
 
No, davvero, pensaci. Pensa a tutto ciò che sai sull’Islam. Pensa a quanto ti piace. Pensa a quanto ti sembra una soluzione ragionevole ai problemi del mondo.
 Pensa ai momenti spirituali che si possono vivere grazie ad esso. Pensa alle tue soddisfazioni quotidiane che vivi grazie alla pratica dell’Islam.
 
Ora pensa che c’è gente che di tutto questo non ha neanche un informazione corretta e che di conseguenza odia tutto questo.
Pensa che c’è gente che osserva in maniera diffidente da fuori l’Islam e si fa delle idee erronee basandosi sulle parole di chi non sa cosa c’è davvero dentro.
Ti rendi conto?
Pensa al fatto che c’è gente che giudica l’Islam basandosi sul comportamento dei peggiori musulmani.
Non riesco a capacitarmi di tutto questo.
 All’improvviso mi rendo conto del fatto che sono stato uno stupido. Pensavo di essere sfortunato.
 
Io al massimo leggo qualche commento razzista o vedo qualche sguardo sospettoso nei miei confronti.
Poi però ho la fortuna di poter ritornare alla vita quotidiana e viverla con felicità e soddisfazione grazie all’Islam.
 
C’è gente invece che non ha la possibilità di conoscere niente di tutto ciò che vivo. Niente.
Mi sento male per queste persone.

Poi una piacevole sensazione – con sfondo egoista – pervade il mio cuore. Mi rendo conto all’improvviso che io ho la fortuna di conoscere l’Islam.

Io sono musulmano. Io sono fortunato.

Tuo fratello,
Abedelbakki

Abedelbakki

Eterno studente di scienze islamiche, appassionato di storia islamica, filosofia e psicologia.

Fondatore di www.vitaislamica.it

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