Obiettivo della vita: 2 domande da porsi prima di cercarlo.

Se anche tu fai a botte con l’argomento “l’obiettivo della vita”, questo articolo sicuramente ti potrà essere utile.

Questo argomento è stato una delle mie fisse per un sacco di tempo: “che cavolo voglio fare nella mia vita? Qual’è il mio obiettivo della vita? Come lo trovo il mio obiettivo della vita? Chi potrebbe aiutarmi a trovare il mio obiettivo della vita” continuavo a ripetermi. Successivamente ho scoperto quale fosse il mio principale problema e quale il motivo esatto per cui non riuscissi a rispondermi chiaramente.

In molti speech (discorsi) motivazionali si sentono spesso frasi come queste:
“Insegui i tuoi obiettivi!”, “Se non hai un obiettivo della vita vagherai per sempre!” e così via.

Anche leggendo le biografie dei personaggi noti del passato, si nota che avevano tutti un obiettivo della vita per il quale vivevano: Muhammad Al-Fatih, Salah Eddine Al Ayoubi, Al-Bukhari e tutti i giganti della storia vivevano per uno scopo chiaro e definito.

Il problema è che queste cose mi lasciavano molto frustrato. Io non avevo un obiettivo della vita. Non sapevo cosa dovessi fare. Continuavo a chiedermi “quale potrebbe essere un mio obiettivo? Dov’è che sbaglio? Forse avere un obiettivo della vita è un colpo di fortuna?”

Intanto andavo avanti a vista d’occhio, senza un piano. E inevitabilmente ne pagavo le conseguenze.

Finito il liceo mi sono iscritto a ingegneria, basandomi sul fatto che me la cavavo bene con la matematica e la fisica. Dopo un anno e mezzo mi sono ritirato.
La cosa buffa è che ho preso questa decisione subito dopo aver preso un bel 26/30…ma il fatto è che non ce la facevo più a vivere giornate senza né passione né stimoli. Ero stufo di vagare.

Adesso, con il senno di poi, mi accorgo di dove sbagliavo. Il problema non stava nella risposta che cercavo di darmi, bensì nella domanda che mi ponevo.

“Giudica un uomo dalle sue domande e non dalle sue risposte.”
Voltaire.

Stavo affrontando il problema saltando alcune tappe importanti.
Prima di rispondere alla domanda “qual’è l’obiettivo della mia vita?”, bisogna affrontare altri due quesiti importantissimi.

Cominciare a riflettere direttamente sugli obiettivi della vita senza porsi queste due domande è come voler costruire una casa senza fondamenta…anzi, è come volerla verniciare senza costruirla…anzi è come volerla arredare senza…ok la smetto 😀 Passiamo alle nostre due fantomatiche domande.

LE DUE DOMANDE DA PORTI PRIMA DI CERCARE IL TUO SPECIFICO OBIETTIVO NELLA VITA.

1) QUAL’E’ LA NOSTRA MISSIONE IN QUESTA VITA?
Mentre vivevo la frustrazione di non avere chiaro cosa fare della mia vita, nel 2012 mi sono imbattuto in un programma sulla vita del Profeta Muhammad (s) che – come ti raccontavo nella pagina di presentazione – ha cambiato il mio modo di approcciarmi all’Islam.

Dopo quel programma per me l’Islam non era più un’elenco di regole da rispettare, un po’ di doveri da eseguire, un paradiso per i buoni e un’inferno per i malvagi. Era molto di più.
Mi aveva dato IL senso della vita.

Con quel programma – che mi ha spinto ad approfondire e studiare – ho capito che Allah ha creato l’uomo dandogli la responsabilità di essere Suo vicario sulla Terra.

Ora avevo un posto in questo mondo: sono uno dei vicari di Allah su questa Terra.
Il mio compito è edificare questo mondo, migliorarlo ed essere il più utile possibile ai miei fratelli nell’umanità.

Nota bene: non è mia intenzione approfondire e sviscerare un ampio argomento come quello sul “senso della vita” in un articolo di neanche 1500 parole. Ho in progetto di lavorarci più avanti, con il permesso di Dio. Qui mi limiterò a dare qualche input.

Tornando a noi, questo è in assoluto il primo passo da fare prima di porsi la domanda “qual’è l’obiettivo della mia vita?”: essere consapevoli della missione per la quale siamo stati creati.

Se non si ha chiaro questo e ci si fissa un obiettivo, nei momenti bui e di intensa sofferenza – nel lungo tragitto pieno di difficoltà e ostacoli – ci si chiederà: “Ma chi me lo fa fare? Ma cosa ci guadagno?”.

Se non si hanno delle risposte per questi momenti, la probabilità di arrendersi diventa molto alta.
E le risposte più robuste in assoluto sono quelle che ci danno, appunto, un senso alla vita…e nel caso di noi musulmani, grazie a Dio, legano lo sforzo di questa vita (la jihad) al nostro eterno benessere.

Per carità…si può benissimo trovare altre risposte con cui tappare i buchi.
Si può benissimo trovare la forza aggrappandosi a qualche concetto, a qualche persona che si ama, a qualche principio in cui si crede.

Ma nessuna di queste risposte è paragonabile al fatto di lavorare sulla via di Allah, per Suo amore e con il desiderio ardente della felicità eterna.

Tra parentesi: quest’ultima frase è anche uno dei motivi per cui la civiltà islamica si è espansa ed è fiorita in tempi storici da record. I musulmani avevano una forza d’animo che nessun’altro popolo ha mai avuto. Nel giro di 50 anni hanno letteralmente rivoluzionato la mappa del mondo e sono riusciti a creare una civiltà stabile, che ha continuato a crescere fino a 400 anni fa circa (data dell’assedio di Vienna da parte degli Ottomani).

Tornando a noi, quando ho scoperto per la prima volta questi concetti, ogni mia azione ha acquisito un senso. Ogni insegnamento dell’Islam era inserito in un grande disegno.

Studiare aveva senso, lavorare aveva senso, essere un imprenditore aveva senso, essere un medico aveva senso, essere un ingegnere aveva senso, essere un contadino aveva senso: ho scoperto anche che ogni persona faceva – volente o nolente, consapevolmente o inconsapevolmente, credente o negatrice – la sua parte all’interno della grande missione che è stata affidata al genere umano.

A questo punto ero pronto per la seconda domanda. Ora dovevo capire nello specifico come volevo dare il mio contributo a questa grande missione e come potevo, nel mio piccolo, migliorare il mondo.

La seconda domanda da porsi infatti è:

2) QUALE PROBLEMA O CAUSA MI APPASSIONA?

Nell’articolo “Guida pratica per migliorare il mondo” ti avevo accennato a questo argomento.

Nel primo passo ti avevo infatti detto di trovare un problema che ti appassionasse e cercare di capire qual’è la strada migliore per aiutare a risolverlo, pianificando poi la tua vita di conseguenza.

Faccio qualche esempio semplice:
– sei stanco di vedere un giornalismo scadente che, pur di fare audience, usa la scorciatoia della paura e del timore, accusando minoranze e usando gruppi di persone come oggetto di discussione per fare più soldi? Ti fa rabbia vedere come i musulmani vengono usati come esche per attrarre audience nei programmi mediatici? Supponiamo che queste due domande ti tocchino particolarmente. Il passo successivo è prendere la strada del giornalismo per dimostrare che si può essere grandi anche onestamente e offrendo un giornalismo di qualità.

– ti da rabbia che ogni film fatto sui musulmani è diretto da chi dell’Islam conosce pochissimo? Se supponiamo che è così, sei già coinvolto da un problema al quale potresti dedicare la vita. Così intraprendi la strada del cinema per diventare un grande regista che da giustizia alle nostre storie.

Non per forza la causa che ti appassiona deve essere legata all’Islam o ai musulmani.

“Il musulmano è come la pioggia, ovunque passi è utile” come disse il Profeta Muhammad (s).

Potresti essere coinvolto da una causa in campo ambientale, medico, giuridico e così via.

Insomma: trova un problema che ti coinvolga e che ti appassioni e dedicati a contribuire alla sua soluzione.

Nota: gli esempi sono molto semplificati. La nostra vita è complessa e i problemi che ci coinvolgono e ci appassionano sono tanti. Bisogna chiaramente intrecciare le cause che ci coinvolgono, con i nostri talenti, con le possibilità che abbiamo attualmente e poi giungere alla nostra conclusione. Approfondiremo in un altro articolo, non ti preoccupare 😉

Una volta individuata la causa da servire, potrai dare il tuo contributo in diversi modi e a quel punto, cercando di investire sui tuoi punti di forza, potrai rispondere alla domanda: che obiettivo/i ho nella vita? A quale nobile scopo mi dedico?

CONCLUSIONI

In questo articolo abbiamo parlato delle due domande che una persona consapevole in generale, e un musulmano in particolare, deve porsi prima di mettersi alla ricerca del famoso obiettivo della vita.

La prima domanda è “qual’è la mia missione in questa vita?”.
Mentre la seconda è “qual’è la causa/problema che mi appassiona?”

E’ vero che è un argomento molto ampio, ma integrando questo articolo con la famosa guida pratica per migliorare il mondo, comincerai – poco alla volta – ad avere le idee chiare riguardo a cosa fare nella vita.

So che non è facile arrivare subito a una risposta definitiva, quindi approfondiremo questo tema da altre angolazioni e da altri punti di vista, per rifinire sempre di più la nostra risposta e il nostro piano di azione 😉.
Infatti uno dei pilastri principali di questo blog è aiutare i musulmani a trovare la propria strada.
Nel frattempo hai già un bel po’ di idee su cui lavorare.

Se invece hai già chiaro il tuo obiettivo della vita, spero comunque di averti dato qualche spunto di riflessione che può aumentare la tua consapevolezza sul tuo percorso.

Se hai delle domande o delle riflessioni da condividere riguardo a questo tema non esitare a commentare qui sotto. Ti aspetto.

Infine ti chiedo due favori:
– cerchiamo di far arrivare questi contenuti a più musulmani possibili: qui sotto ho preparato per te dei pulsanti per condividere l’articolo sul tuo social preferito, oppure se preferisci mandalo via WhatsApp copiando il link;
– Il secondo favore che ti chiedo è di farmi du’a, perché ne ho bisogno 🙂

Tuo fratello,
Abedelbakki

Abedelbakki

Eterno studente di scienze islamiche, appassionato di storia islamica, filosofia e psicologia.

Fondatore di www.vitaislamica.it

13 pensieri riguardo “Obiettivo della vita: 2 domande da porsi prima di cercarlo.

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